Gionata Mondiale della terra


“Breve identikit a misura dei piccoli. Il suo nome deriva dal latino terra, in origine probabilmente tersa, ovvero secca, arida. È nata circa quattro miliardi di anni fa, ha forma di una sfera, come un’arancia un po’ schiacciata ai poli e rigonfia nella parte centrale. La chiamano anche “pianeta blu” per la grandissima presenza di acqua. E solo sulla terra è possibile la vita, almeno per il momento… Ma ne abbiamo buona cura? Forse non molta se hanno dovuto persino inventare La giornata mondiale della terra per celebrarla e promuoverne la salvaguardia ogni anno… Un’ occasione per riflettere sull'inquinamento, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.”

Da “Giocare con la natura. A lezione da Bruno Munari”, Beba Restelli


Natura e materiali di recupero sono pilastri fondamentali dei nostri principi educativi. A primavera inoltrata, avremmo abbandonato le mantelle della pioggia per goderci il prato a piedi nudi. Il nostro piccolo orto avrebbe iniziato a donare i suoi primi germogli. Le margherite avrebbero decorato il giardino come se fosse un’opera d’arte. Rotoli di scottex finiti, vasetti di ricotta, scatoline e contenitori avrebbero avuto nuova vita nelle nostre esperienze quotidiane. Avrebbero contenuto sabbia, tempera, acquerelli naturali, acqua, fango. Avrebbero contenuto ricerche, esperimenti, scoperte, cambi di programma. Avremmo osservato il mondo dal buco del rotolo di carta igienica finita come fosse un cannocchiale. Da quel piccolo buco, il mondo. Così grande, eppure così fragile. Così grande da stare in quel piccolo buco. Così fragile da aver bisogno della nostra cura.


MANIPOLAZIONE DELLA TERRA


L'ambiente naturale offre una varietà di stimoli, presenta una dimensione creativa, é uno spazio di scoperta in cui si attivano tutti i sensi in modo naturale e spontaneo. È un luogo da osservare, da esplorare in cui i bambini possono mettere in atto tutte le loro capacità.

La natura offre un contesto in cui possiamo dare importanza non al risultato, ma al processo, un processo che beneficia della relazione tra il bambino e gli elementi.

Il contatto con la natura può continuare anche nelle nostre case attraverso la manipolazione della TERRA…


Sappiamo che il miglior accesso alla conoscenza é quello che passa attraverso la scoperta con le mani e con il corpo.


Manipolare la terra é un'esperienza creativa e sensoriale davvero unica.

Essa ha in sé tutte le caratteristiche per consentire un'esperienza manipolativa libera, autonoma e che coinvolge tutti i sensi...è un materiale naturale, è piacevole al tatto, è fresca, è morbida, è profumata.


Potete dare ai bambini un pochino di terra oppure se avete un giardino potete uscire e iniziare a osservare e toccare il terreno, questo per permettere loro di avvicinarsi e prendere contatto con questo materiale naturale.

Lasciate loro il tempo di sperimentare il puro piacere manipolativo, lo stupore e la curiosità che la terra crea in loro.

I bambini possono compiere numerosi azioni per entrare in contatto con la terra e misurarsi con le sue caratteristiche: toccare, schiacciare, affondare le dita, appallottolare. Ad ogni azione corrisponde un modo diverso di usare le mani e quindi di accrescere le competenze motorie, cognitive e creative.

In un secondo momento, potete dare loro alcuni contenitori di recupero che avete in casa, di varie dimensioni e di vario materiale, anche frangibile perché ricordiamoci che grazie a questi oggetti i bambini imparano che le loro azioni hanno delle conseguenze e che quindi é importante prestare attenzione a quello che si fa.

Con l'aggiunta di questi oggetti, i bambini si approcceranno alla terra mettendola nel contenitore e travasandola in un altro, scavando, schiacciando, lasciando impronte, continuando ad esplorare.

Con semplici materiali di recupero, quindi, si possono creare aree di apprendimento sensoriale stimolanti, i bambini potranno utilizzare semplicemente le mani oppure strumenti di uso comune per giocare e travasare.


Lasciamo giocare i bambini con la terra e

lasciamo loro il tempo della scoperta!


Il bello dell’ Attesa


Dopo aver manipolato la terra, sentito la sua consistenza tra le dita, il suo profumo, possiamo mettere in pratica tutta la nostra abilità nel “prenderci cura”, un pò come facevamo al nido con le nostre piantine… ma questa volta partendo da un piccolo semino.

Tutto quello che ci serve sono dei contenitori di recupero (vasetti dello yogurt, bicchierini di plastica, vasetti di vetro...) e dei semi (vanno bene anche legumi secchi).

Mettiamo nel contenitore un pò di terra poi inseriamo qualche semino; ricopriamo I semini con altra terra e con l’ aiuto di un piccolo annaffiatoio mettiamo un pò d’ acqua.


Questa esperienza sarà molto utile ai bambini per sviluppare una maggiore consapevolezza dell’ ambiente che li circonda e accrescere il loro amore per la natura.

E’ un ottimo modo per sperimentare potenziando la capacità di osservazione e la loro curiosità, favorendo la percezione sensoriale e la coordinazione oculo-manuale.

Ma quello che ci sta più a cuore è dare ai bambini la possibilità di FARE UN’ ESPERIENZA ALL’ INSEGNA DELLA LENTEZZA, a contatto con la terra e la natura che hanno bisogno del rispetto dei loro tempi.

E’ un’ esperienza che ha a che vedere con il “prendersi cura di...”, cioè aspettare che qualcosa affiori dalla terra e cominci a crescere.


“NELLA VITA BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI LASCIARSI STUPIRE, SEMINARE SEMI SCONOSCIUTI E LASCIARLI GERMOGLIARE E SAPER ASPETTARE, PERCHE’ UN SEME POTRA’ GERMOGLIARE DOPO UN MESE O SEI O UN ANNO. VEDERE FIORIRE UN SEME CHE NON CONOSCEVI: QUESTE SONO LE PICCOLE SODDISFAZIONI CHE TI DÀ LA VITA…”

(L. Guglielmo, botanico e scrittore)