La proposta educativa

Nel nostro progetto educativo partiamo da un'idea precisa di bambino. Pensiamo di far vivere al bambino esperienze che lo coinvolgano nella sua globalità, che incontrino il suo bisogno di conoscere la realtà che lo circonda e che lo aiutino ad esprimere la sua libertà ed unicità attraverso il rapporto con l'educatore 

La nostra idea di bambino:

  • il bambino è un essere unico e irripetibile nella sua individualità ed unicità.

  • il bambino è per sua natura libero: la libertà non gliela danno gli adulti ma la contiene in se e al tempo stesso la sua libertà si realizza nell'essere in relazione con una figura di riferimento,

  • il bambino è curioso, attivo, propositivo, competente e motivato ad incontrare la realtà e il mondo che lo circonda. 

  • il bambino è unitario, non è divisibile; si possono definire varie dimensioni di sviluppo pedagogico ma queste dimensioni rivestono tutte uguale importanza e sono tutte collegate fra loro.

Il ruolo dell'educatore

L'educatore è per noi colui che permette al bambino di scoprire e di avvicinarlo alla realtà e deve quindi garantire la creazione di un ambiente educativo adeguato, strutturando spazi, materiali, tempi, giochi e attività proposte e deve inoltre garantire l'instaurazione di una relazione significativa e stabile con il bambino, diventando un adulto di riferimento. L'educatore riveste  un ruolo di regia ponendosi in adeguato equilibrio tra l'azione e l'osservazione, avendo quindi tutto sotto controllo. Per fare questo l'educatore deve poter offrire bambino la protezione e la relazione affettuosa di cui ha bisogno ma anche il sostegno nell'esplorazione, lasciandogli uno spazio adeguato affinché possa muovere liberamente i propri passi.

L'Unità degli adulti

L'unione del lavoro degli educatori e dei genitori viene definita unità degli adulti. L'unità presuppone che tutti gli adulti che si relazionano al bambino siano formati e informati e che condividano il percorso educativo, il metodo di lavoro  di programmazione. 

Il Valore della Cura

Partiamo dal presupposto che l'IO del bambino si forma dentro al corpo della madre con la quale ha un'unione totale come se la madre fosse un'estensione del proprio sé. Le cure della madre e la sua presenza costante permettono al bambino di essere sempre più consapevole dell'esistenza di un altro sé capace di soddisfare i suoi bisogni. 

E' quindi proprio il prendersi cura la fusione essenziale dell'adulto nel processo di costruzione dell'identità infantile. La cura ha in se la capacità di protezione che l'adulto offre al bambino, ma al tempo stesso ha la capacità di "lasciargli spazio" affinché possa compiere i propri passi liberamente. Ecco perché le operazioni di cura rivestono per noi educatrici un ruolo fondamentale, poiché ci permettono di instaurare un rapporto di intimità e di fiducia con il bambino stesso, rapporto che sta alla base dell'instaurazione di un legame positivo e stabile tra educatrice e bambino.

L'importanza del gioco

Il gioco rappresenta una delle attività più importanti del bambino, attraverso cui egli ha modo di contribuire direttamente e personalmente a sfruttare il proprio sviluppo cognitivo, sociale ed affettivo. Il gioco influenza significativamente tutte le dimensioni della personalità infantile, in un rapporto di causa-effetto, di tipo quantitativo e qualitativo: quanto più e quanto meglio il bambino avrà modo di vivere esperienze di gioco, tanto più e meglio si qualificheranno le sue abilità cognitive, socio-affettive e relazionali. Il gioco è significativo per lo sviluppo del bambino perché il bimbo, quando gioca, sorprende se stesso e nella sorpresa acquisisce nuove modalità per entrare in relazione con il mondo esterno.